Siamo stati sui luoghi di don Milani

In questa domenica piovosa del 10 settembre, funestata anche pochi km più in là (Livorno) da eventi catastrofici, abbiamo compiuto un viaggio – pellegrinaggio che in tanti desideravamo da tempo, di recarci insieme nei due luoghi che sono stati il contesto storico e geografico della vita di don Lorenzo Milani, cioè Barbiana e Calenzano.

Non eravamo riusciti a fare un pullman e così siamo andati con un mini-pullman da 26 posti. Un viaggio tranquillo tra amici, fratelli e sorelle di comunità, san Cristoforo e Santa Famiglia, un viaggio piuttosto lungo ma che è scorso via molto bene, con il nostro autista Mauro.

Intorno alle 11 eravamo a Barbiana nel Mugello, comune di Vicchio, dove don Lorenzo fu parroco (“Priore” si dice lì) dal 1947 al 1954. Vi è andato anche papa Francesco il 20 di giugno, proprio per i 50 anni dalla morte di don Milani. Arriviamo e non arriviamo perché al tempo suo la strada non c’era e adesso è piccola e stretta. E così a un paio di km dalla chiesa ci siamo incamminati per il “sentiero della Costituzione”, uno sterrato che sale a fianco della stradina e sul quale il cammino è ritmato da pannelli che recano le parole degli articoli della Costituzione Italiana così cara a don Lorenzo e materia di insegnamento nella sua scuola.

La chiesetta, alcuni locali (soprattutto quello adibito a scuola e poi l’officina di lavoro dei ragazzi) e il piccolo cimitero: non c’era altro e non c’è altro a Barbiana.

La signora Annalisa ci ha fatto da guida nel mondo di don Milani, dopo averci raccolti nell’unica stanza che faceva da scuola e da ogni cosa, quella su cui campeggia il foglio con su scritto “I CARE”. Lei, Annalisa, era una bambina, negli ultimi anni di don Lorenzo, ed è parente delle signore che storicamente gli hanno dato una mano per sopravvivere in quel posto, la Eda e sua madre Giulia. Parla con grande foga ed entusiasmo del “priore” e delle sue scelte per i poveri e anzi, sentendosi un po’ provocata sulla eventuale prospettiva di un don Milani santo, salta su un tavolo in piedi e dice “Adesso fo il il Priore” e dice che don Lorenzo aveva tassativamente richiesto di non essere mai preso in considerazione per una elevazione di qualunque tipo, che lo allontanasse dai suoi poveri.

Abbiamo pranzato velocemente al sacco e siamo ridiscesi per il ripido pendio del sentiero della Costituzione, dove il nostro autista Mauro, ci ha prelevati e ci accompagnati, forse con qualche giravolta di troppo, alla parrocchia prima di don Lorenzo, san Donato a Calenzano, distante circa una cinquantina di km da Barbiana, alla periferia di Prato.

Qui abbiamo avuto una esperienza bellissima, anche se molto breve (per via del tempo rimasto all’autista per guidare nei tempi regolamentari), perché abbiamo incontrato due dei discepoli originari, i “ragazzi” della Scuola popolare dal 1947 al 1954, Mario e Teopisto che ci hanno raccontato qualcosa della loro stupenda esperienza in quel luogo. La scuola, i ragazzi a decine, il superamento della parrocchia come “luogo dove si va a giocare” e il pozzo in cui don Lorenzo in un momento di accesa discussione aveva gettato palline del ping ping e del bigliardino e le racchette per giocare.. Forse più che Barbiana, questa è veramente una esperienza da ripetere al più presto perché quei ragazzi sono tutti sopra gli 85!

La chiesa locale e la diocesi fiorentina purtroppo non hanno fatto di quel luogo o di Barbiana qualcosa di importante, un punto di riferimento e di rinnovamento della vita della chiesa loro affidata. Gli unici che portano avanti qualcosa in questo momento sono quei “ragazzi” che sullo stile del loro “don” hanno aperto una scuola di istruzione per stranieri.

 

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