È arrivata la famiglia siriana. Un progetto per tutti

Finalmente abbiamo accolto la famiglia siriana che, tramite il progetto dei cosiddetti corridoi umanitari, è riuscita ad arrivare fino a noi. Vi riproponiamo una descrizione più accurata del nostro progetto di accoglienza.

Basta ascoltare qualsiasi telegiornale o leggere un quotidiano per sapere che la situazione della Siria è terribile. La gente scappa in ogni modo, portandosi dietro solo gli abiti che ha indosso e venendo presa a fucilate o bombardata. Chi riesce a scappare da quest’inferno si trova confinato in qualche campo profughi dove sopravvive sotto a una tenda, in attesa di non si sa bene cosa.

Grazie ai “corridoi umanitari” che sono aperti, c’è la possibilità di far giungere, senza pericolo, qualcuno di questi sfortunati fratelli e di dargli una sistemazione meno precaria. Il corridoio umanitario consente a questi profughi di raggiungere l’Europa senza essere costretti a un viaggio difficile e pericoloso sui barconi che partono dalla Libia.

La nostra parrocchia ha pensato allora di dare una mano a questa gente che non solo non ha più di che nutrirsi ma è anche in mezzo a una guerra sanguinosa, dalla quale è difficile uscirne vivi.

Si è formato così un gruppo, un “comitato di accoglienza”, costituito da don Mauro insieme ad alcuni giovani e famiglie, che ha preso a cuore l’iniziativa. Questo comitato si è incontrato con due volontari della comunità Papa Giovanni XXIII, Alberto Capannini e Francesca Ferri, che hanno raccontato la loro esperienza nei campi profughi in Libano.

Il comitato di accoglienza ha già trovato, nella nostra parrocchia, la casa dove accogliere una famiglia profuga che la comunità Sant’Egidio farà giungere in Italia già con documenti e vaccinazioni in regola. Tutto questo ovviamente non farà mancare nulla alle famiglie bisognose della nostra parrocchia che continueranno a essere aiutate.

Togliere da sotto le bombe fratelli che, innocenti, rischiano di morire per una guerra ingiusta (come sono tutte le guerre!) ci è sembrato, in questo momento, doveroso. Accogliere questa famiglia profuga è il segno concreto per continuare l’anno santo della Misericordia, è rispondere a papa Francesco che ci ha detto «ogni comunità, ogni parrocchia apra le porte di casa a un profugo».

Chi vuole unirsi al “comitato di accoglienza”, per preparare e poi accompagnare la famiglia profuga, sarà il benvenuto, basta un po’ di tempo libero, quello che abbiamo a disposizione, e un poco di buona volontà. Poiché questa accoglienza avrà un costo (affitto di casa, spese per utenze, alimenti e vestiti), chi vuole potrà fare un versamento mensile su questo conto:

Pozzo di Giacobbe (IBAN: IT40A0851924303000030128134)
con causale «Aiuto famiglia siriana».

Per tutte le disponibilità o per qualsiasi chiarimento, è sufficiente contattare don Mauro al 348 672 1991.

Il Santo Natale che ci stiamo preparando a celebrare ci trovi con un cuore accogliente, così che quel Bambino che mettiamo nel presepe sia il volto di Bana e di ogni bambino siriano che scappa dalle bombe.

don Mauro e il comitato di accoglienza